La Storia

Gargano e agrumi, un binomio che è sempre andato a braccetto ed è diventato inscindibile, che risale a mille anni fa.

Una piccola comunità di circa 8.000 abitanti, quella di Vico del Gargano, che si ritrova ogni anno, intorno alla figura di San Valentino, Santo Patrono, che dal 1600 viene riconosciuto come protettore degli agrumi. Fin da allora si impiantarono alberi di lecci e allori per proteggere gli agrumeti dai venti freddi marini.

Capostipite della famiglia di agrumi fu il “Melangolo”, o arancio forte. I giardinieri del Gargano furono tra i primi a coltivare il melangolo, utilizzandone il seme per propagare gli agrumi. Le prime tracce di aranci dolci e amari, cedri e limoni africani (dei Massili) risalgono ai primi del cinquecento quando veniva sperimentata l’irrigazione per scorrimento che convogliava acque risorgive in una rete di canalette di pietra.

Fu un successo enorme. Fino agli inizi del 900’ il Gargano era terzo per produzione di agrumi destinava ben oltre il 60% alle esportazioni verso Francia, Germania, Russia, Canada e Stati Uniti.

Gli alberi di allora li ritroviamo ancora oggi, in un paesaggio, quello garganico, in cui sembra che il tempo si sia fermato.

Allora come oggi le arance hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche: piacevoli da sbucciare grazie alla tenera buccia, con una succosità elevata, ed un perfetto mix tra polpa soda e tenera.